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Le installazioni sono ponti per il transito sul fiume dell’immaginario. Una invasione di luoghi con manufatti estranei dalla presenza significante per piegare lo spazio e il suo contenuto alla dimensione di concetto.

  • VOTA – 2007 – installazione con grandi pannelli di dimensioni variabili
  • Solo occhi emergono da grandi pannelli di manifesti elettorali stratificati, lasciati così come sono stati staccati dalle aree di affissione, appesi alle pareti e dipinti di bianco in modo irregolare cancellando/velando più o meno, le immagini e lasciando visibili solo occhi. Diverse scritte “VOTA” invitano a lasciare una traccia, magari una x come per la scelta del candidato nella cabina elettorale, questa volta però, su una grande stratificazione quasi anonima e alla vista di tutti con i gessetti appesi ai pannelli stessi. Gli occhi fissi e isolati dalla loro immagine di origine che galleggiano nella grande materica crosta biancastra sono i testimoni silenziosi dell’evento.
  • I CAPELLI DEL SANTO – 2011 – installazione con manichino dimensioni variabili Un manichino di donna bianco, calvo, denudato e reso cieco e muto con le parole stampate ritagliate da manifesti elettorali e incollati su occhi e bocca, esibisce una stola/diadema di strisce di manifesti stratificati. Una affettata palissade, come il cappello del mago o della strega nelle favole o l’aureola della gloria dei santi per cui il corpo può attivare altri poteri e dimensioni percettive e sensitive e imparare a sentire di più e a percepire più intensamente, ammanta il manichino bianco, nudo e snodato, nuova vergine della contemporaneità senza uomo e libera da urgenze domestiche, in un’evoluta, concentrata e eccitante solitudine.
  • - BUONA FORTUNA – 2011/2016 –installazione con grosse rane di terra cotta di cm.38x38x23 dimensioni variabili Uno o diversi gruppi di sette grosse rane dal corpo variamente istoriato formano un branco muto, portatore di diversi singoli racconti visivi. In ogni rana un intervento specifico. Citazioni, riferimenti, decori, concetti. Le rane sono usate come tele bianche o blocchi da scavare, incidere e/o ricoprire. Un gracidare di rane mute che rispondono all’uomo saltando nell’ acquitrino della storia di cui portano addosso i segni come il bastone dello sciamano o la stola dei preti per la celebrazione riti propiziatori.
  • - OMEOMERIE SEGNALI D’INCANTO – 2016 – installazione con video e arazzo m.60,00x0,55 Una operazione site specific realizzata nei locali di Felice Soldano a Paternò il 10.01.2016. Un lunghissimo arazzo, una sorta di riedizione della Tapisserie de Bayeux che non celebra sovrani vittoriosi, ma semplici esistenze di esseri umani, intessendo un ricco gioco di rimandi e riferimenti. Felice Soldano e le detenute della casa circondariale di piazza Lanza a Catania dialogano con alberi, modelle, l’Accademia dei Rinnovati della Fenice, spose, Santi, eventi d’arte, singolari rane giganti e paesaggi. Sette cornici del tondo Doni con dentro diverse rappresentazioni caratterizzano altrettanti stazioni di un itinerario di incanti. Le pareti dei locali, fasciate dall’arazzo, assumono l’aspetto di facciate urbane istoriate con citazioni e rimandi a Carmelo Bene, Kubrick, Piero della Francesca, Man Ray mentre la voce narrante di Alessia Porto legge la favola che C. Di Benedetto ha scritto e poi dipinto nel grande arazzo, operazione ripresa e riprodotta in video, parte integrante della installazione.